Elaborazione del Lutto

Il lutto è l'insieme delle reazioni psicologiche e comportamentali individuali che si sperimentano a causa della morte di una persona significativa. In ambito pscicologico il primo ad aver posto l'attenzione sulle dinamiche della perdita e sul processo di elaborazione del lutto è stato Sigmund Freud. Il testo in cui Freud tratta questi argomenti è "Lutto e Melanconia".

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L'esperienza psicologica del lutto è una reazione molto personale che è influenzata da molteplici fattori come le circostanze della malattia (lunga o breve, con presenza di sintomi dolorosi, stato di coscienza presente o meno..), modalità del decesso (morte improvvisa o attesa, luogo, stato della salma), elementi personali e relazionali di chi subisce il lutto come l'età, ruolo ricoperto all'interno della famiglia, grado di parentela, qualità della relazione, caratteristiche psicologiche personali, risorse all'interno del contesto familiare o ambientale. Ogni lutto quindi è diverso, ma tutti sono accumunati da un processo di elaborazioni con delle fasi che si susseguono con la stessa sequenza, variandone a volte la durata. In base alla teorizzazione degli autori sopra citati tali fasi possono essere riassunte così:

1. fase del torpore: dura da poche ore a una settimana, può essere interrotta da attacchi di collera e angoscia (e’ preceduta da una reazione immediata data dalla notizia, molti rimangono impietriti e evitano coscientemente le proprie reazioni per paura di farsi travolgere e impazzire)

2. fase dello struggimento e della ricerca della figura persa : dura in media 3 mesi , spesso anni ( dopo una settimana o due dalla perdita della persona il soggetto inizia a realizzare la perdita, cio’ crea turbamento e pianto. Si possono iniziare a sentire segni e rumori come indizi del suo ritorno.

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